Ieri ho visto il film "Lussuria, seduzione e tradimento" di Ang Lee, regista che mi appaga sempre ma che metto un gradino sotto al Grande Zhang Yimou.
Stavolta, per pigrizia od esperimento, lascio a voi cercare recensione e anteprime del film... io mi sono fatto una precisa opinione, ma vi rimando ad una critica e ad una lode.
Ultimamente mi piace studiare come di uno stesso fatto esistano sempre due opinioni, due interpretazioni, forse due cause e due conseguenze opposte. Senza divagare, vorrei invece concentrarmi sul monologo della protagonista, studendessa-sicario della resistenza durante l'occupazione giapponese di Shanghai. Quando le viene imposto di eliminare il nemico ma che è ormai più che un amante, lei si lascia andare:
Il monologo è centrale: la protagonista per l'unica volta in tutto il film esprime il proprio dramma. E' questa la Lussuria? Credere di avere il dominio psicologico verso qualcuno, plagiarlo attraverso l'esercizio dei sensi ma ritrovarsi poi vittima della propria preda la quale ci tortura con le nostre stesse armi?
Cari Desmond e Penelope, mi fate degli esempi di scene o battute chiave che secondo voi marchiano un film o un libro, segnandone la svolta?
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Stavolta, per pigrizia od esperimento, lascio a voi cercare recensione e anteprime del film... io mi sono fatto una precisa opinione, ma vi rimando ad una critica e ad una lode.
Ultimamente mi piace studiare come di uno stesso fatto esistano sempre due opinioni, due interpretazioni, forse due cause e due conseguenze opposte. Senza divagare, vorrei invece concentrarmi sul monologo della protagonista, studendessa-sicario della resistenza durante l'occupazione giapponese di Shanghai. Quando le viene imposto di eliminare il nemico ma che è ormai più che un amante, lei si lascia andare:
" Di quale trappola stai parlando? Del mio corpo? Non hai capito niente!
Quell'uomo conosce il gioco delle parti molto meglio di voi!
Lui non si limita a penetrare nel mio corpo... Si insinua fino al mio cuore come un serpente velenoso in cerca della preda, insaziabile... Io lo accolgo come una schiava che accetta il suo destino e faccio ogni sforzo per recitare il ruolo che mi spetta, per raggiungere anch'io il suo cuore.
Ogni volta mi trafigge fino a farmi sanguinare, urlare... è questo che lo appaga... è la sola equazione che riesce a farlo sentire vivo... e nell'oscurità diventa ad un tempo carnefice e vittima...
E allora mi sforzo di stuzzicare i suoi più bassi istinti nella speranza che perda il controllo e invece sono io che lo perdo mentre lui mi comanda a bacchetta, e quando alla fine esplode dentro di me e io mi aspetto che voi facciate irruzione nella stanza e lo uccidiate con un colpo di pistola alla fronte e il suo sangue e il suo cervello mi schizzano addosso... "
Il monologo è centrale: la protagonista per l'unica volta in tutto il film esprime il proprio dramma. E' questa la Lussuria? Credere di avere il dominio psicologico verso qualcuno, plagiarlo attraverso l'esercizio dei sensi ma ritrovarsi poi vittima della propria preda la quale ci tortura con le nostre stesse armi?
Cari Desmond e Penelope, mi fate degli esempi di scene o battute chiave che secondo voi marchiano un film o un libro, segnandone la svolta?




