sabato 23 gennaio 2010

Cinema, che passione


Personalmente, guardo almeno due film a settimana, di tutti i generi (o almeno non ricordo generi ostili...). D'altro canto, ormai sono diventato assai delicato, tant'è che perdo le ore tra siti e recensioni, cercando ispirazione per il peertopeer.
Di solito la ricerca va così:
  1. si parte da un film famoso
  2. si individua il regista
  3. si studia la bio + filmografia del regista. Special care ai film premiati
  4. scrematura di 4/5 film 
  5. ottenimento (con mezzi vari...) dei 4/5 film
  6. carrellata visiva sul divano, pazienza dei coinquilini permettendo
io ho dei siti di riferimento, il cinematografo  e mymovies, di cui condivido critica, commenti e praticità: e voi, come scegliete quei meravigliosi 90 minuti di raccoglimento??
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martedì 19 gennaio 2010

Talento impressionante

Direi che si commenta da solo...incredibile!


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Cyrano de Padova e gli altri





ciao ragazzi,
proprio lo scorso weekend, l'amico Dorian mi ha introdotto al mondo del teatro (nella fattispecie allo Cyrano di Popolizio, in scena al Verdi di Padova). Davvero interessante e ben recitato: ero lieto di scoprire una fetta di arte che ahimé non conoscevo. Volevo capirne di più, perciò alle 23.00 di sabato, dopo i cinque minuti di applauso finali, ho detto "arrivederci" al palco, ripromettendomi un rapido ritorno.
Colgo quindi due piccioni con una fava:
1. vi segnalo la pagina della stagione teatrale del Teatro Verdi di Padova


2. da profano, vi chiedo di segnalarmi qualche opera da non perdere... per ora mi intrigano parecchio Andromaca e l'Euripide, quindi Vestire gli Ignudi di Pirandello. Che mi dite? Altre dritte?


Magari ci andiamo insieme!


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venerdì 15 gennaio 2010

PES, il piatto è servito




Se qualcuno non lo conoscesse, beh, vi presento il geniale PES in uno dei suoi video più celebri (e riconosciuti). Nel suo canale youtube, si presenta come

Stop-motion shorts and commercials by the artist known as PES.

Beh, non mi dilungo molto nelle spiegazioni, vi auguro una buona visione e aspetto copiosi commenti!!!





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giovedì 14 gennaio 2010

1984


 1984 di George Orwell è senza dubbio uno dei libri che ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Incontrarlo un anno fa circa, è stato un piacevole caso, che ha acceso una miriade di lampadine sul sentiero dei complessi rapporti umani. Mi ha illuminato sui meccanismi e le logiche dei partiti, delle aziende (di quella in cui sono, in primis...), di qualsiasi comunità insomma.

La trama è semplice: nel 1984 il mondo è diviso in tre superstati, governati da supergoverni, e le persone comuni vivono immerse nell'ignoranza, supercontrollate, e accettano qualsiasi verità propinata dall'alto. Chi si oppone sparisce. Rimane un uomo, il cosiddetto ultimo uomo, che con amore e orgoglio cercherà di mantenere la sua libertà di pensiero.

Si pensi che in un libro solo, Orwell ha identificato due pilastri della comunicazione, secondo me cogliendone l'essenza come altri pensatori prima di lui, ma cristallizzandoli solo come un pittore impressionista. Questi pilastri sono il Grande Fratello e il bispensiero (o bipensiero), concetti talmente palesi e dirompenti da divenire parte della comunicazione moderna e chiave di lettura di qualsiasi forma di aggregazione e comando.

Orwell ci spiegava 60 anni fa che eravamo parte e lo saremmo divenuti sempre più di sistema, con le sue gerarchie, le ideologie, le dottrine, le leggi e le pene, ma soprattutto con un vertice capeggiato da un onnipotente Grande Capo, la cui onniscienza si alimenta con un controllo capillare di tutta l'umanità, soprattutto di quella che aspira all'indipendenza di pensiero. Ecco che ogni mezzo di comunicazione è strumento di propaganda ma soprattutto è anche mezzo di captazione delle espressioni del popolo; una tv era non solo strumento da "guardare", ma soprattutto una telecamera per le sentinelle del partito, che vegliavano sull'utente saggiandone assenso e dedizione ai messaggi istituzionali.

Volendo essere paranoico, potrei pensare che due ore fa un satellite ha segnalato alla "guardia nazionale", che sono normalmente rientrato dal mio giovedi calcistico coi colleghi, mentre un server intelligente sta notificando al "database degli internauti", che sto scrivendo un post innocuo e non sto leggendo di come si porta dell'esplosivo in aereo. Nel frattempo, la "segreteria catodica", annota che manco stasera ha ricevuto segnali di accensione e zapping dalla tv in soggiorno.

Ognuno di noi vede il sistema in cui è immerso (la ditta, lo Stato, la parrocchia, la squadra, il gruppo) come qualcosa a cui appartiene ma che vorrebbe anche plasmare su dì sè, e quando non è possibile, tende a incanalare la frustrazione, o, all'inverso, l'ammirazione, verso il capo di tutti, colui che incarna il sistema (il leader, l'allenatore, il premier, il prete): in pratica cerchiamo un Grande Fratello da guardare dal basso, ma che in realtà non ha altro potere se non quello che noi gli concediamo. Il Grande Fratello è un sovrano silenzioso che si assicura il governo promuovendo il bene di Tutti, ma costantemente plasma la percezione dei Tutti allineandone il bene percepito a quello che lui è in grado di garantire. Il nostro Stato, ad esempio, ci fa credere che non ci serve la banda larga per Internet, forse perché non è in grado o non gli interessa garantirla. Ci fa credere che vedremo i migliori film solo col digitale terrestre, ci impone di acquistarlo, e poi dovremo fare non so quante tessere premiuskai per godere di un file che internet ci garantirebbe in 45 minuti di download più o meno legalizzato.

Il bispensiero secondo me è la chicca. Come concetto, è un pelo complesso, ma davvero efficace. Non saprei spiegarlo meglio del wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Bispensiero).
In pratica, esso è la separazione del proprio pensiero da quello del pensiero della comunità. Solo che il pensiero che si dichiara è e dev'essere sempre e comunque allineato a quello del sistema a cui si appartiene. Si pensi alla politica. Un leader di partito può dire tutto e il contrario di tutto su un tema nella stessa settimana. Secondo il bispensiero, nessuno dei suoi affiliati smentirà il capo riconoscendone la contraddizione. Anzi, appoggerà sempre l'ultima tesi sostenuta dicendo che c'è stata sempre e solo quella; casomai ve ne fossero di precedenti, allora erano travisate.

Vi ricordate lo spot del gioco "saltinmente"? Beh, si chiedeva il nome di un animale domestico, con la R. Il proprietario del gioco, un tipo che o vince o lascia il tavolo, dice "rinoceronte"! Uno dei partecipanti dapprima si oppone (ma va?!), ma poi, pur che il proprietario non se ne vada, si allinea al pensiero degli altri amici e accetta la risposta. Fantastico.
Questa separazione è conscia all'inizio, automatica poi, come quando si inizia a praticare nuoto: all'inizio, si deve reimparare a respirare. Poi, con la pratica, è quasi normale adattare il proprio corpo alla fase dentro e fuori vasca. Così, è normale creare un'architettura secondo cui il rinoceronte sia da sempre stato classificato come domestico, ed esista uno stuolo di personaggi famosi che ne possegga almeno una coppia nella propria piscina.

Nella parte finale del racconto, tristissima, si passa dalla speranza di libertà alla solitudine dell'anichilimento fisico e mentale. Il bello di questo libro, è che anche nel dramma conclusivo, si trae forza e ansia di reagire. Ma soprattutto, ci si regala una profonda lucidità del quotidiano. 

Perdendo la libertà del nostro eroe, ci rendiamo conto di quanto preziosa sia quella che possediamo, e che dobbiamo trattenere con tutte le nostre energie. Non in tutte le società moderne sono ovvi e accessibili, il poter leggere, parlare, scrivere di tutto, o anche solo condividere con voi queste righe.
Davvero, ve lo consiglio!
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domenica 10 gennaio 2010

grattacapo



ciao...ehm..sinceramente per una che ne sa poco di entrate nei siti mi sembra un pò laborioso, magari invece di account Google scrivete GMAIL che la gente non si perde a capire cosa deve fare, ma per il resto direi che è mui carino!
fatemici pensare e poi vi dico altro...
buon proseguimento agli iniziatori ...
Dany
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domenica 8 novembre 2009

Chi siamo o chi vorremmo essere...



Benvenuto lettore, navigante o passante che tu sia,
Siamo due amici, Jack&Danny e questo è il nostro Progetto.

Il pensiero, l'idea, la visione, sono nati in spiaggia, tra una pallonata e l'altra sulla sabbia. Abbiamo l'interesse comune per i libri, ma non solo: per i dialoghi (come li intendevano gli antichi greci), per i pensieri ed i loro a volte intricati sviluppi, per le disquisizioni interminabili...un'orecchia sempre disposta ad ascoltare le opinioni altrui in un mondo grande e vario, multiforme e multicolore, in un mondo sempre in movimento, dove il cambiamento non è un'utopia ma l'innata potenzialità di ogni partecipante a questa immensa giostra...

Jack sarebbe partito l'indomani alla volta del Cile per chissaqquanto, e questo è stato uno stimolo ulteriore per trovare un punto di accumulazione, un filo di continuità per tutti i discorsi ancora sospesi e per tutti quelli non ancora nati....

Capita anche a te, caro ospite, che crescendo ti accorgi che le persone importanti si diradano nel mondo? Che i punti saldi che hanno caratterizzato la tua giovinezza si disperdono come la nebbia mattutina nei primi freddi d'autunno? Si certo, conosci sempre persone nuove, ma il tutto spesso si restringe al solo ambito lavorativo...solo colleghi di lavoro spesso poco interessanti e forse anche un po' snob...lavori freneticamente a testa bassa, mille cose da fare, lo stress, gli impegni, corri corri e corri e...alla fine t'accorgi di non sapere più il perché di quello che stai facendo, dove stai andando, qual è la tua vera dimensione...e allora cominci a rimpiangere il passato, rimpiangi il fatto di esserti lasciato sfuggire un rapporto solo perché preso da mille altre cose...nemmeno il tempo di fermarsi e chiedere: ciao, come stai? Fermati amico mio...rallenta la tua corsa! Bisogna staccare, trovare un muro candido, un velo bianco dove spruzzare le idee, dove imprimere pensieri ed emozioni altrimenti troppo vani e fuggevoli per essere ricordati...un punto d'incontro tra amici o semplicemente tra compagni di pensiero.

In bagno, una sera di un mesetto fa: l'illuminazione! Il nome del blog: "Il TE' DELLE 21". Secondo noi racchiude tutto. E' semplice, è da scoprire, ha milioni di richiami, è amichevole, è "sostenibile", è libero, richiama al parlare attorno ad un tavolo, attorno ad un argomento.
Ma veniamo ai significati più elevati.
Il té. Jack non beve caffé, ma condivide la visione del tè come bevanda conviviale per antonomasia, per astemi e non, per inglesi e indiani, europei e asiatici (e sudamericani?). Quello del tè è un appuntamento fisso, un'abitudine, uno stacco, ma anche un ricongiungimento. Sa di profumato caldo relax.

Delle 21. Hai mai visto Lost, quel telefilm sui naufraghi vittime di un incidente aereo? Hai mai intrapreso un percorso, anche fieramente convinto, ma temendo di diventare un eremita un poco squinternato: un Desmond insomma?? E allora, nei tuoi distacchi spazio-temporali, cerca di trovare il filo che ti unisca a Casa, alla Penelope (Penny) di turno, al tuo necessario punto fisso e immutabile.
Quando io avrò finito la cena (alle 21, ore GMT+1), forse sarà, come all'alba in Ladyhawke, l'istante del ricongiungimento col Jack in Cile (GMT-3 mi pare). E alle 21 sarebbe bello che ti connettessi anche tu, amico mio, in cerca della tua isola, un riferimento immutabile, dopo tanto vagare.
Il dopocena rilassa, ti astrae dall'operosità ossessiva, e poi, cosa c'è di meglio di un rilassante tè, tastiera e libro a fianco, pronti ad un sano tenzone delle idee e delle citazioni?

Caro Desmond, caro ospite, abbiamo due obbiettivi: far maturare il nostro progetto, popolarlo di amighi e amighe che scrivano, scrivano, scrivano e che colmino di pensieri questo nido.

Non abbiamo grandi pretese, non cerchiamo il network sociale, ma un salotto di amici che parlino e pensino
Liber-a-mente.


Da "da qualche parte nella rete", ore 22.00 del 16 novembre 2009.
Jack & Tenente Dan
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