E' forse il valore che si da alla propria vita che determina cosa fare con essa? Per quanto brutta possa essere, per quanto avversa la sorte possa averci trascinato in basso, nel fondo di un pozzo del quale non riusciamo più nemmeno a vedere la luce in cima, è giusto sacrificare il proprio futuro per rivivere un passato che non possiamo più riavere, ma solo rivivere intensamente?
Vivere nel passato, perché il presente o il futuro pensiamo non possano darci niente di più di quello che abbiamo già avuto.
Era davvero l'amore perfetto?
Un introduzione per una nuova storia su cui sto lavorando. La prima parte è a disposizione qui.
Grazie dell'attenzione.

Lieti di ospitarti e metterti nella nostra bacheca Norman, sono certo che anche gli altri ospiti apprezzeranno la sorpresa ma... non farli aspettare troppo col "to be continued..."
RispondiEliminaNorman, complimenti...
RispondiEliminaho letto tutto d'un fiato l'inizio della tua novella...complimenti perché sei riuscito a rendere in modo diretto (che arriva dritto al cuore del lettore) lo stato d'animo del protagonista (Roberto)...
non è mai facile parlare di sentimenti ed emozioni perché molto spesso le parole sono limitanti e intrinsecamente riduttive...ma tu, con un ottimo stile e trasporto emozionale, le hai rese alla perfezione...
Ti ringrazio per aver condiviso con noi questa tua composizione, la consiglio vivamente a tutti i naviganti del blog...
P.s. Perdona l'ignoranza: ma cosa significa precisamente creseziano?
No, non ho scritto un seguito, è stato solo un esercizio; un'immagine che mi ha "assaltato" di notte prima di addormentarmi. L'insospettabilità di un personaggio del genere. E la sera dopo ho buttato giù la storia tutta d'un fiato.
RispondiEliminaLa scelta della prima persona? Forse una scelta di "regia" per poter raccontare meglio qualcosa che sennò sarebbe stato difficile da nascondere. Come narratore avrei mentito troppo al lettore. Forse come protagonista me lo posso permettere.
In onestà non so cosa mi abbia fatto scegliere la prima persona. Forse, come hai giustamente puntualizzato, volevo far immedesimare la persona per poterla colpire da più vicino.
Per te, è stato un bene o un male averlo letto in prima persona?
Come sempre, grazie del commento e del tempo dedicatomi.
Come ti scrivevo, dal punto di vista del lettore (ovviamente parlo a titolo assolutamente personale) il fatto di leggere il racconto in prima persona mi ha fatto (paradossalmente, ma forse sono io che son fatto strano) immedesimare meno nel personaggio, rispetto ad un racconto in terza persona...forse con una descrizione in terza persona la mia mente, la mia immaginazione si mette più al lavoro, entra di più nel cuore del personaggio cosa che invece "leggendosi" in prima persona riesce a fare con più fatica, nel senso che si trova la "pappa" bella e pronta e quindi si adagia un po'di più sugli allori, come se stesse guardando un film alla TV e non leggendo un libro...
RispondiEliminanon so se sono riuscito a spiegarmi bene...ma ribadisco, potrei essere solo io a vivere il tuo racconto in questa maniera...per cui chiedo anche agli altri partecipanti al blog...che impressione vi ha fatto questa storia?
Cordialmente
Jack dal cile