domenica 7 marzo 2010

Ragazze immagine

Cari Desmond e Penelope,

vorrei condividere con voi due immagini di Ragazze. Sembrano coetanee, e ciascuna ha fatto una precisa scelta "professionale" che caratterizzerà la sua vita.

 

La ballerina è seduta e raccolta verso se stessa: le braccia avvolgono le gambe flessuose ma a riposo, gli occhi fissano le aste di legno ma guardano i suoi pensieri. Riflette sui propri Passi, sui propri errori, sulle giravolte che le mancano per diventare Prima Ballerina, sulla tournee che inizia domani; o pensa al ragazzo che l'ha lasciata, al test di matematica o forse alla madre che la vuole ballerina mentre a lei piace la pallavolo.

Fin dal dolce asilo, ho nutrito un timore e un distacco reverenziale verso le suore. Dall'imperativo "Mangia il Formaggio o oggi non vai a giocare", alla carezza per il lavoretto col pongo ben fatto, alla sberlona perché ero e rimarrò una capra a disegnare (nel senso che è come se impugnassi le matite con degli zoccoli impediti, non con delle dita che guidano la grafite verso forme piacevoli)... Poi ho sempre visto le pinguine come bigotte seguaci del canto domenicale, ma ne apprezzavo il valore sociale ed educativo proprio dei nostri paesi campagnoli del Basso Piave. 
Ma alla fine, sono Ragazze no? Coi loro pensieri, le riflessioni, le aspirazioni, la gioia, gli ideali; anche loro , prima di incarnare un ruolo, dividevano le loro aspirazioni tra danza e pallavolo e  tuttora si lasciano andare a questi sorridenti lussi.

4 commenti:

  1. Mi piacerebbe aggiungere ulteriore "carne al fuoco" su questo argomento, che scandaglia l'intimo di ciascuno di noi e che come tale porta in superficie pensieri spesso di difficile esplicazione, un ginepraio di parole, emozioni e sentimenti diversi, avvolti in una cortina di fumo che molte volte non ci permette di discernere con chiarezza il quadro che abbiamo di fronte...
    per questo motivo vorrei condividere e discutere con voi la "luce" che mi è stata offerta dalle parole di Osho, che si riallacciano a quanto finora discusso, ma che vanno anche un po' più oltre...

    "molti cercano di essere straordinari; questa è la ricerca dell'ego: essere qualcuno di speciale, unico ed incomparabile...E questo è il paradosso: più cerchi di essere eccezionale, più sembri ordinario, perché tutti inseguono la straordinarietà.
    In realtà tutti sono unici...l'unicità esiste già, la devi solo scoprire...

    Diventa ordinario e diventerai straordinario; cerca di diventare straordinario e resterai ordinario.

    Le persone umili, che accettano di essere ordinarie come chiunque altro, hanno una luce negli occhi...non le vedrai mai competere, ingannare, tradire gli altri...
    in tutta la storia dell'umanità nessun egoista ha mai detto che l'ego è splendido, che è fonte di grande estasi. Tutti gli egoisti sono morti frustrati e disperati, perché l'ego non conosce limiti...
    sii semplicemente ordinario: all'improvviso sei libero di vivere...puoi ridere, puoi cantare, puoi danzare. Anche se tutto il mondo ride di te, che importa? Sono tutte persone straordinarie, hanno il diritto di ridere. Tu hai il diritto di danzare. Le loro risate sono finte, la tua danza è REALE!


    D'accordo e sottoscrivo! Voi?

    Jack

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  2. Prendo a prestito la tua sacrosanta: "questa è la ricerca dell'ego: essere qualcuno di speciale, unico ed incomparabile...più cerchi di essere eccezionale, più sembri ordinario, perché tutti inseguono la straordinarietà." E rilancio con una nonsodichi: gli uomini sono differenti in ciò che mostrano, ma uguali in ciò che nascondono.

    Mi fa molto riflettere questa ricerca ricorsiva dell'ego o di essere speciali: ma mi chiedo se chi umilmente si pone sempre mille interrogativi, non muore più frustrato di chi non si fa domande e tira dritto tronfio nel suo "ego"? E come mi spiegava un compagno di disquisizioni 2 sabati fa, da Nietzche in poi l'uomo si è sostituito al divino e come tale si sente potente e al centro del cosmo. Ciò lo vediamo riflesso nella nuova narrativa, nei film, nei video musicali, in genere nel consumismo: mi chiedo e vi chiedo: può accettare qualcuno che si pone come divino, il vivere come "ordinario"? Non è un abbassamento?

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  3. Mi permetto di risponderti ri-citando Alberoni (non è un guru personale, ma apprezzo la sua schiettezza e riflessività pragmatica):

    "Cinquant’anni fa dall’incontro fra Dewey, la psicoanalisi ed il marxismo volgare, è nata una pedagogia secondo cui non si devono imporre regole e dare nozioni. Il bambino non deve imparare a memoria le tabelline, le poesie, i nomi geografici, le date della storia, non deve studiare la grammatica, l’analisi logica. Non deve nemmeno riconoscere l’autorità dei genitori e degli insegnanti. Questi pedagogisti pensavano che l’individuo sarebbe stato più libero di creare e sarebbe avvenuta una stupefacente fioritura culturale. Invece si è creato un vuoto che è stato riempito dalla cultura mediatica.

    Il ragazzo non sa le poesie ma conosce le canzonette, non segue i comandamenti moralima «ciò che dicono i compagni », non conosce i classici ma quello che dicono i personaggi televisivi. La pedagogia che livella tutto sul basso per eliminare le differenze, in realtà ha avuto come effetto di rendere ignoranti milioni di persone e di privilegiare quelli che potevano andare nelle università e nelle scuole di eccellenza dove trovavano maestri autorevoli e programmi rigorosi."

    Io sono sempre più convinto che dobbiamo tornare a studiare i miti, le grandi biografie, le grandi gesta, sarà poi lo spirito di emulazione a migliorarci e indicare la via.

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  4. Quanto hai riportato mi trova sostanzialmente d'accordo...adesso però non vorrei passare per quello che pensa sempre male, o che vede complotti in ogni cosa ma la frase:

    "Questi pedagogisti pensavano che l’individuo sarebbe stato più libero di creare e sarebbe avvenuta una stupefacente fioritura culturale".

    io la leggerei come

    questi governanti pensavano che l'individuo sarebbe stato più docile, un cervello addomesticabile uguale a molti altri e quindi molto più facile da governare, da raggirare...

    e avevano proprio ragione!!!

    L'istruzione è legata alla politica, la politica è potere e più spazio viene dato all'istruzione, al libero pensiero e meno spazio ci sarà per il potere...credo non ci sia bisogno di dire quale sia stata la scelta!

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